Tatau
I coltelli "Tatau" (è la definizione
polinesiana originale di "tattoo") partono
dalla promessa di riassumere nella serie
di 5 pezzi tutte le operazioni di taglio che si
possono effettuare con l'ausilio dei Coltelli da
cucina. Presentano un manico poco sagomato
per consentire una maggiore libertà di presa,
poiché il modo di impugnare il Coltello
può variare a seconda dell'operazione di
taglio che si deve compiere. Per facilitare il
riconoscimento da parte dell'utente sulle
lame sono incise le modalità di impugnatura,
che sono poste in relazione visiva con le icone
dei cibi da tagliare attraverso la simbologia
grafica abitualmente usata per individuare i
fuochi sui fornelli.
Video Credits: Giacomo Giannini
Youtube channel: http://www.youtube.com/alessidesign
Tatau
I coltelli "Tatau" (è la definizionepolinesiana originale di "tattoo") partonodalla promessa di riassumere nella seriedi 5 pezzi tutte le operazioni di taglio che sipossono effettuare con l'ausilio dei Coltelli dacucina. Presentano un manico poco sagomatoper consentire una maggiore libertà di presa,poiché il modo di impugnare il Coltellopuò variare a seconda dell'operazione ditaglio che si deve compiere. Per facilitare ilriconoscimento da parte dell'utente sullelame sono incise le modalità di impugnatura,che sono poste in relazione visiva con le iconedei cibi da tagliare attraverso la simbologiagrafica abitualmente usata per individuare ifuochi sui fornelli. Video Credits: Giacomo Giannini
Spring Summer 2012 Collection
I circa quaranta progetti nati nel corso del 2011 rappresentano, dopo l’esuberanza dell’anno precedente, un rientro nelle consuetudini quantitative delle nostre presentazioni di novità. In questo palinsesto rilevo un buon bilanciamento dei tre marchi: In “A di Alessi” il Servizio da tavola “All- Time” di Venturini completo di Piatti, Bicchieri e Posate riprende il tema della fluidità formale tanto caro all’autore e la “Moka Alessi” da 1 tazza completa la serie della fortunata Caffettiera Espresso mendiniana.In “Alessi”, oltre ai due elettrodomestici (il Macinapepe di Sapper e il Blender di Giovannoni) e al Vaso dei Fuksas, una collezione di piccoli utili oggetti casalinghi per la cucina (i Coltelli dei Gasparini completati da un Ceppo e da un Tagliere per pane, il “Savon du Chef” di Frederic Gooris) e per la sala (il set per aperitivi di Giulio Iacchetti, il Cucchiaio da servizio per risotto di Inga Sempé, il “Cork presenter” di Milton Glaser)…E in più quattro progetti in una direzione nuovissima: l’esplorazione di una zona confinante con quella nostra abituale del casalingo, cioè quella degli oggetti che illuminano! Sono convinto che questo nuovo territorio ci si confaccia e ho deciso di esplorarlo con una certa precisione, e per il momento affido alle vostre cure quattro bei progetti scelti tra i molti che abbiamo nel cassetto, rappresentativi di approcci quanto mai diversi tra loro e proprio per questo bene in sintonia con l’universo alessiano. L’altra grande novità di particolare rilievo è la presentazione nel marchio “Officina Alessi” degli esiti di “(Un)Forbidden City”, la nostra prima operazione di ricerca organica sul design cinese: otto Vassoi e Contenitori disegnati da altrettanti autori scelti tra i più interessanti esponenti dell’architettura contemporanea di quel Paese ci portano in un nuovo mondo e in una diversa cultura, affascinante quanto lontana, misteriosa e promettente… ALBERTO ALESSI
Design Interviews - Stefano Giovannoni Trailer
Museo AlessiAutore e regista: Anna PitscheiderEditore Edizioni Corraini
Design Interviews - Tea & Coffee Towers Trailer
Museo AlessiAutore e regista: Anna PitscheiderEditore Edizioni Corraini
Fall Winter 2011 Collection
Spring Summer 2011 Collection
Figure 2011
Questa prima serie di “Figure”, statuine, oggetti senza funzione o come vogliamo chiamarli, rende per la prima volta pubblica una direzione di ricerca sulla quale per la verità abbiamo iniziato a lavorare dagli inizi degli anni ’90 e che finora abbiamo tenuto nel cassetto. L’intento è di confrontarci con l’intrigante mondo delle figurine in porcellana, in particolare con la raffinata tradizione produttiva delle manifatture europee dal settecento in poi, evidentemente a modo nostro e con autori contemporanei. Sotto la guida di Laura Polinoro i primi autori di questa collezione (che è destinata a crescere in diverse direzioni nei prossimi palinsesti) sono Massimo Giacon e Miriam Mirri, due designer dal segno forte e caratterizzato, ai quali si affianca un autore nuovo nei nostri cataloghi: l’artista Marcello Jori. Ecco i nuovi personaggi del presepe! “Trotto ed Ernesto”, il maniscalco con il suo cavallo; “Pina Farina e Fiona Fish”, la panettiera e la pescivendola; e accanto a loro, un nuovo elemento paesaggistico nel mondo del presepe: il laghetto oasi “Little Paradise”. Infine “Snow Daddy”, il Portalumino coccolino.
Presentazione di Shiba
Guarda il video dedicato alla serie di pentole Shiba pensata da Naoto Fukasawa per una famiglia di quattro persone ed eventualmente anche estensibili a un paio di ospiti. La loro forma, apparentemente modesta, nasconde una ricerca esasperata nei dettagli, come ci si deve aspettare dal suo purismo espressivo. A corredo di questo progetto Naoto ha aggiunto alcune sue personali ricette giapponesi, alle quali io ho risposto con altrettante ricette della mia tradizione famigliare.
Household goods factory
Ali Kazma, 2008
ALESSI, AdiALESSI, OFFICINA ALESSI: "Tre collezioni, una sola identità".
Pasta Pot
A più di vent’anni di distanza dal “Pasta Set” di Massimo Morozzi (1985) la Alessi torna a innovare sul tema degli strumenti per la cottura della pasta. E lo fa proponendo un nuovo tipo di pentola - e apparentemente un nuovo metodo di cottura - così radicalmente diversi dalla tradizione classica italiana da far probabilmente rizzare i capelli in testa agli spiriti conservatori! (Dico apparentemente perché, come spiega nel testo che segue, Alain Ducasse ha di fatto riscoperto, e oggi ci ripropone aggiornato dal suo talento culinario, un antico modo di cottura usato dai raccoglitori di olive). La cosa sorprendente è che, anche lasciando da parte per un momento la fama e l’autorevolezza di Ducasse, il pluristellato cuoco francese che la ha ideata insieme al giovane designer Patrick Jouin, la nuova pentola “Pasta Pot” non solo è molto pratica e funzionale ma produce davvero una pasta al sugo diversa, dal sapore nuovo e di notevole interesse (in particolare: gli amidi non sono buttati via insieme all’acqua di cottura ma vengono totalmente assorbiti dalla pasta, e lo stesso avviene per gli ingredienti del sugo). Tutte le operazioni di cottura si fanno insieme: prima si mette nel “Pasta Pot” la pasta al secco o facendola soffriggere leggermente; poi si aggiungono i vari ingredienti del sugo che si desidera fare; infine si versa l’acqua o il brodo, tutto in una volta oppure gradualmente; si cuoce al coperto usufruendo dell’apposito coperchio e rimescolando periodicamente. In un tempo di poco superiore a quello necessario per la bollitura della pasta secondo il metodo classico, ecco pronta la nostra pasta al sugo: la preparazione ha richiesto un solo strumento con il quale può, anzi deve essere servita direttamente in tavola con il suo sottopentola. La riproposta di questo metodo antico è accompagnata, nel libretto allegato, da una serie di ricette elaborate da Ducasse secondo una escalation di raffinatezza al termine della quale, posso assicurarlo avendole provate tutte personalmente, si giunge all’empireo della perfetta dominanza dell’utensile pronti per creare a nostra volta qualche bella ricetta personale. E’ facile prevedere che, come è avvenuto per il “Pasta Set” di Morozzi, nei prossimi anni assisteremo a un fiorire internazionale di “nuove” pentole ispirate a questa piccola ma significativa innovazione nel campo degli strumenti di cottura. <<Le qualità di un antico metodo di cottura combinate alle esigenze della vita moderna: è ciò che offre il Pasta Pot. In questo tipo di cottura, detto per concentrazione, l’amido serve a unire la pasta e i sapori non diluiti restano ben concentrati. Ne risulta una pietanza sana, naturale, particolarmente saporita, di rapida e semplice preparazione. Quando un tempo i raccoglitori delle olive partivano per andare a lavorare negli oliveti, avevano a disposizione pochissima acqua per preparare i pasti. Per ovviare al problema, cucinavano la pasta come un risotto: dopo averla fatta rinvenire con gli aromi, i funghi e tutte le altre verdure raccolte durante il cammino, la coprivano di acqua man mano che questa veniva assorbita. È questo il metodo tradizionale, da me riportato in auge nel mio ristorante Le Louis XV a Monaco, di cui Alessi vi svelerà oggi tutti i segreti. >>.Alain Ducasse
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La Fabbrica dei Sogni
Il nuovo video istituzionale
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Redazione
Concept grafico, templating e sviluppo
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