I primi oggetti della famiglia “Blow up”, entrati in produzione nel 2004, hanno avuto un immediato riscontro internazionale. Il motivo risiede nel fatto che hanno saputo portare una ventata di freschezza nelle tipologie del nostro paesaggio casalingo, a volte fin troppo radicate nel loro rapporto forma/funzione. La loro modalità costruttiva allude alle forme del riciclo tipiche dei conglomerati suburbani del terzo mondo, almeno così come ce le possiamo immaginare noi europei, ma lo fa poeticamente e rispettando con sapiente abilità di design i dati funzionali di base delle relative tipologie. Considero questo approccio un bell’esempio di Lightness e di Consistency, due delle raccomandazioni letterarie di Italo Calvino.
Campana Fratelli
Humberto Campana, avvocato e Fernando Campana, architetto, lavorano assieme a San Paolo dal 1983 nel campo del design artistico. Vengono alla ribalta con l'esposizione di arredi del 1989 dal titolo provocatorio "Gli inconfortabili", destinati a essere, più che oggetti funzionali, manifesti politici. Alla loro visione radicale contribuisce l'uso di materiali poveri e degli scarti industriali. Il fatto a mano rappresenta in un paese povero la possibilità di riscatto sociale. Il loro intento é comunque quello di trovare una via brasiliana al design, evitando la colonizzazione europea. In Italia hanno partecipato alla mostra "Viaggio in Italia" ad Abitare il Tempo di Verona nel 1994 e nel 1995 alla mostra organizzata presso il consolato brasiliano di Milano "Il Brasile fa anche design". Hanno disegnato nel 1997 lampade per O Luce. Compaiono con vari pezzi nell'International Design Year Book del 1997, curato da Philippe Starck. Nel 1998 il Moma di New York ha dedicato loro una mostra "Progetto 66" in abbinata con Ingo Maurer.