Anni ’70: Franco Sargiani e Eija Helander disegnano per Alessi il “Programma 8”, un progetto organico e completo di piccoli oggetti casalinghi componibili e modulari basato sullo stesso assunto metodologico dell’architettura dell’international style di quel periodo: la teoria della metaprogettazione a sistema aperto, adatta alla libera composizione di infinite tipologie abitative e formali. Definito da Alessandro Mendini “il più evoluto sistema di casalinghi realizzato in assoluto sul piano internazionale” (Paesaggio casalingo, 1979) questo progetto, una revisione radicale degli strumenti per il servizio in tavola e in cucina orientata alla massima praticità e flessibilità di utilizzo che all’epoca della sua presentazione fece molto scalpore nel piccolo mondo delle Arts de la table, viene oggi ripreso e completato aggiungendo alle funzioni originarie del cuocere e del servire anche quella del conservare.
L’unità prima e fondamentale rimane il vassoio in acciaio inossidabile attorno al quale si sviluppano contenitori in ceramica, dosatori per olio, aceto, sale, pepe, posate da servizio, tagliere in legno. A distanza di trent’anni, e dopo tanto lavoro da noi sviluppato sul fronte della ricerca espressiva e della forte identità visiva degli oggetti, mi sembra interessante riproporre sulla scena del design questa bella utopia di normalizzazione e neutralizzazione delle forme archetipe dei casalinghi, alla ricerca di un diverso bilanciamento tra il Bello e l’Utile.
Sargiani Franco
Architetto, nato a Modena nel 1940, laureato presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Dopo una prima esperienza presso lo Studio Morassutti e numerosi stages all’estero, specie in Inghilterra, Svezia, Finlandia e Danimarca, dove entra in contatto con alcuni tra i più qualificati centri di progettazione e di produzione di quei paesi, inizia l’attività professionale autonoma aprendo uno Studio a Milano. I suoi interventi vanno dall’architettura civile all’architettura industriale e d’interni, dal disegno industriale all’organizzazione di immagine aziendale, quest’ultimo spesso in collaborazione con Eija Helander. Ha insegnato “industrial e visual design” alla Scuola Politecnica e di Design, diretta da Nino Di Salvatore. Ha collaborato con numerose altre aziende, tra cui Alessi, Fantini, Filasp, Fidenza Vetraria, Inda, Emicar, Sipea… Suoi progetti sono stati pubblicati su libri e riviste specializzate, sono stati selezionati per il Compasso d’Oro e sono stati presentati in numerosi musei, tra i quali il Beaboug di Parigi, il Metropolitan Museum di New York, il Museo d’Arte Moderna di New York, il Tel Aviv Art Museum, il Museo d’Arte Moderna di Rio de Janeiro, il Museo d’Arte Applicata di Helsinki, il Kunst Museum di Dusseldorf, la Triennale di Milano, etc. Sue realizzazioni sono presenti nelle collezioni permanenti della Triennale di Milano, del Museo de Arte de Sao Paolo in Brasile, del Kunstgewerbemuseum SMPK di Berlino, nel Kunstmuseum di Dusseldorf e nel Deushes Kungenmuseum di Solingen in Germania.
Helander Eija
Designer, nasce a Lathi (Finlandia) nel 1944.
Dopo gli studi superiori, inizia un lungo periodo di collaborazione con Marimekko, prima come responsabile del visual merchandising poi come coordinatrice dell’intera immagine aziendale nei diversi paesi della regione scandinava.
Partecipa alla sceneggiatura per la realizzazione di filmati pubblicitari e lungometraggi d’autore, collabora inoltre con numerose riviste di arredamento come consulente di settore.
Nel 1969 si trasferisce in Italia dove si occupa di Industrial Design, realizzando diversi progetti per conto di società come Fivep, Inda, Alessi.
Di quest’ultima, insieme all’ Arch. Franco Sargiani, cura in particolar modo l’immagine coordinata ed il packaging.
Attualmente svolge la propria attività spaziando in diversi ambiti: dalla progettazione di interni alla grafica pubblicitaria, dagli allestimenti fieristici alla realizzazione di marchi aziendali.